L'ho (quasi) sempre tenuto, un diario, perché la necessità di parlare a me stessa è sempre stata pressante; ed ho avuto un blog (per la verità svariati, ma di questi solo uno ha meritato continuità - ora è praticamente congelato, memoria inerte d'una vita che è stata e non sarà più) che altro non era se non la versione digitale della vecchia agenda scolastica, teneramente chiusa da un nastro a volte vezzoso, altre severo.
Sempre parole semplicemente eco di pensieri che nulla interessavano al mondo; nemmeno questi lo faranno.
Ma la mia necessità va oltre: oltre la pigrizia, le lunghe assenze, gli sconforti, le mutazioni e la compulsione; DEVO sapere di possedere una stanza tutta per me: ebbene, è qui che ho deciso di ricominciare il viaggio.
Oggi.
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1 commento:
buon viaggio allora :-)
lella
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